Fra le ville nobiliari sorte nel territorio monzese in età tardo neoclassica spicca la maestosa Villa Barbò Pallavicini, massiccio e sobrio edificio terminato nel 1815 che rappresenta un bene storico tutelato dalla Sovraintendenza alle Belle Arti.
Le origini
Oggi nota per essere la sede delle scuole del Collegio della Guastalla, vide la posa della prima pietra nel 1799 per volere della nobile famiglia lombarda dei Barbò-Pallavicini, già proprietaria di palazzi a Milano, nella bergamasca e nel cremonese. L’intento era farne una dimora di campagna vicina alla Villa Reale di Monza, comoda da raggiungere nel caso di inviti a corte. Rimasta incompiuta, per lunghi anni la Villa divenne una cascina fino al 1936, quando l’edificio, insieme al grande parco e al terreno antistante, fu rilevato dal Collegio della Guastalla, fondato verso la metà del Cinquecento da Ludovica Torelli, che in quel periodo era stato espropriato dalla sua sede in Milano.
Al termine dei lavori, che compresero l’innalzamento di un piano e la costruzione degli edifici a lato del blocco centrale, la struttura raggiunse la superficie coperta di 17.000 mq, mentre le superfici esterne coprono un’area di circa 40.000 mq.

La struttura
L’atrio d’ingresso e gli ambienti ad esso adiacenti, ovvero il salone d’onore a pianta centrale e alcune sale di rappresentanza a piano terra, costituiscono l’unica parte della villa oggi ancora integra, mentre il resto dell’edificio è totalmente mutato nella sua spazialità per via delle varie esigenze funzionali, soprattutto nei piani superiori. L’ultimo piano è stato costruito ex novo nel 1939, poco dopo, la Cappella settecentesca della sede milanese del Collegio è stata smontata e ricostruita accanto al corpo centrale della villa, insieme alla Quadreria e all’Archivio storico, che con il suo prezioso patrimonio di lettere e documenti originali ricostruisce i cinque secoli della vita del Collegio.
Gli spazi
Le aree interne ed esterne della Villa dispongono di sale di varia tipologia e grandezza, ognuna con un fascino particolare che contribuisce ad aumentare l’incanto e la meraviglia di chi la visita.
Il Teatro: al piano terra, nell’ala nord dell’edificio, si trova un teatro con 200 posti a sedere, costruito in armonia con lo stile neoclassico della villa, con un palcoscenico adatto ad ospitare rappresentazioni teatrali, concerti musical e proiezioni, oltre a incontri e convegni
La Cappella: adiacente alla villa è presente una piccola chiesetta votiva arricchita da un prezioso paliotto risalente al XVII secolo. Il manufatto, costruito su un telaio in legno, è ricoperto da una lamina d’argento cesellata, ed è diviso in tre parti. A sinistra lo stemma della famiglia Torelli, al centro la natività di Maria e sulla desta un paesaggio con inciso il motto “La mia scorta non erra”. Nella cappella è custodita anche la salma della contessa Ludovica Torelli, trasferita dalla chiesa di San Fedele a Milano nel 1938.
La Biblioteca e l’Archivio Storico: oltre a una biblioteca riservata che mette a disposizione 10.000 volumi in consultazione per tutti gli studenti e i docenti del Collegio, è presente l’Archivio Storico che custodisce una ricca e affascinante raccolta di atti e volumi di valore storico-documentale relativi al Collegio che ci raccontano oltre cinquecento anni di storia, come ad esempio:
• le bolle reali spagnole e di San Carlo Borromeo che autorizzavano la costituzione del Collegio
• le esenzioni alle tasse per tutte le merci che arrivavano via Naviglio, emesse dal Viceré di Spagna che governava Milano
• la cessione al Collegio della gestione del Collegio delle Vergini spagnole (l’orfanotrofio delle figlie dei militari spagnoli deceduti in Italia)
• l’ordine del governo francese di consegnare tutti gli oggetti di argento della chiesa per sostenere la Rivoluzione
• la commessa al musicista Christof Gluck per la composizione di alcune opere da suonare nel Teatro del Collegio.
Il parco: alle spalle del fabbricato, con una grande superficie a prato, circondata da alberi di alto fusto che seguono il perimetro delle mura, si estende uno splendido parco. Tra i numerosi alberi piantumati, circa 150, molti sono quelli secolari, come una quercia alta più di 20 metri e un cedro del Libano di circa 400 anni, oltre a un delizioso giardino botanico. Infine, tra la parte antistante e retrostante l’edificio, c’è uno spazio dedicato all’attività sportiva all’aperto di circa 7.000 mq, con campi multifunzione, due palestre, un rettilineo per l’atletica leggera, la pedana del salto in lungo, quella del salto in alto e del lancio del peso.





