fondazione guastalla

Le affascinanti origini del nome e dello stemma della Fondazione

Oggi aggiungiamo un tassello alla storia della famiglia Torello andando alla scoperta del significato del nome Guastalla e dello stemma della casata Torello. Molto più di un semplice simbolo araldico, si tratta di un tesoro storico che incarna secoli di tradizione e di nobiltà, risalendo a un’epoca in cui le famiglie aristocratiche dominavano il panorama politico e culturale dell’Italia. Attraverso questo racconto possiamo ripercorrere la storia della fondatrice della Fondazione, Ludovica Torello, Contessa di Guastalla.

L’Origine dei nomi Torello e Guastalla

Il nome “Torello“, invece, affonda le sue radici nel Medioevo italiano, quando i cavalieri e i signori feudali battezzavano le proprie casate con nomi che evocavano forza, coraggio e lealtà. Il termine potrebbe derivare dal latino “torvus“, che significa “severo” o “implacabile”, suggerendo un’origine legata alla fermezza e alla determinazione dei suoi antenati. Fu proprio nel corso del medioevo che i Torello raggiunsero il culmine della loro potenza e influenza; grazie alle loro abilità militari e alla loro intraprendenza politica, la famiglia si affermò come una delle più potenti e rispettate dell’Emilia Romagna.

Guido Torello era figlio di Marsilio che ricoprì la carica di Podestà di Bologna nel 1402, poco prima che Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, se ne impadronisse. La famiglia Torello, tuttavia, non era bolognese, ma ferrarese; nel 1406, Guido Torello venne investito di Guastalla e Montechiarugolo, elevate a Contee nel 1428 dal Duca di Milano. Guastalla si trova nell’attuale provincia di Reggio Emilia, vicino al fiume Po. Il toponimo Guastalla deriva da un presidio longobardo posto nella zona nel VI secolo, per difendere l’attraversamento del fiume. Fu denominato dai longobardi prima Wartstall, poi Wardastalla. Due sono le parole che compongono la parola: Wart, derivazione di Warten, ossia custodire e Stall, stazione: il significato sarebbe dunque “custodire la stazione”, ossia posto di guardia.

Lo Stemma Araldico: tra potere e prestigio

In origine il blasone della famiglia Torello era rappresentato da un toro dorato rampante, l’incarnazione visiva della loro forza e della loro supremazia. Nel corso del tempo si è arricchito divenendo uno stemma inquartato (1), così composto: nella 1° e nella 4° porzione d’argento vi è raffigurata una biscia verde coronata, ondeggiante in palo e ingoiante un bambino di carnagione; nella 2° e 3°porzione d’oro compare un leone azzurro coronato, con la fiamma in petto. Al centro, azzurro, il toro d’oro, lo stemma originario. La biscia, stemma dei Visconti, fu data dai Duchi di Milano ai Torello in benemerenza dei servizi ricevuti. Il leone con la fiamma in petto, simbolo di coraggio, fu dato nel 1424 dalla regina Giovanna II d’Aragona a Guido Torello, in premio del suo valore nella guerra contro Alfonso d’Aragona.

(1) attributo araldico che si applica a uno scudo diviso in quattro porzioni della stessa ampiezza da una linea verticale e una orizzontale che si incontrano nel cuore.

Da sinistra: lo stemma originario con il toro rampante, lo stemma con l’aggiunta del leone della biscia, lo stemma attualmente usato dalla Fondazione Collegio della Guastalla Onlus.

Curiosità

  • Lo stemma della casata dei Torello campeggia ancora oggi all’interno dell’inquartato stemma comunale di Montechiarugolo, comune della provincia di Parma in Emilia-Romagna (i Torello ricevettero dai Visconti la contea di Montechiarugolo nel 1406).
  • Anche all’interno del Palazzo Municipale di Ferrara, residenza ducale degli Este fino alla seconda metà del XV secolo, è possibile ammirare lo stemma della famiglia Torello.
  • Ritroviamo la figura del toro anche all’interno dello stemma di Casa Poniatowski. Secondo alcune fonti, infatti, la casata nobiliare dei Poniatowski discenderebbe da un ramo della famiglia aristocratica dei Torello, stabilitosi nel XVII secolo in Polonia. Giuseppe Salinguerra, membro dei Torello, si sarebbe recato nel 1650 in Polonia, dove avrebbe sposato Sofia Sreniawa, signora di Poniatow, e assunto il cognome di Poniatowski dalla proprietà di Poniatow della moglie.

Da sinistra: lo stemma di Montechiarugolo, lo stemma presente al Palazzo Municipale di Ferrara, lo stemma della casata polacca dei Poniatowski.